Periodo fascista

Nel periodo fascista, il Regime ha voluto regolamentare tutte le associazioni già presenti sul territorio nazionale, dando direttive standardizzate anche alle Società di Mutuo Soccorso, per giungere ad una loro progressiva omologazione. Nei verbali della Società di Monleale troviamo numerose richieste di partecipazione a manifestazioni patriottiche e di adesione a iniziative a livello locale e nazionale, anche con l'intento di esaltare l'unione fra associazioni. Se tali inviti, nel primo decennio, appaiono sotto forma di richiesta, diventano ordini inderogabili a partire dagli anni '30. Inoltre, a decorrere dal 1927, la SAOMS di Monleale entra a far parte dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione; a tutti gli iscritti è richiesto il pagamento di una quota associativa annuale, la compilazione periodica e reiterata di moduli a fini statistici e l'adesione a varie iniziative di carattere economico. Negli anni del Ventennio nasce una nuova istituzione: il Dopolavoro, che appare come una sorta di alternativa ai ritrovi sociali o club delle varie Società di Mutuo Soccorso e che, di frequente, sembra entrare in conflitto con esse per l'utilizzo dei locali disponibili nei vari paesi come punti di ritrovo e per l'organizzazione di manifestazioni, tanto da indurre i legislatori statali a stipulare, nel 1931, una convenzione tra l'Opera Nazionale Dopolavoro e la Federazione Nazionale Fascista Società di Mutuo Soccorso.