L'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione
Nel periodo fascista le Società di Mutuo Soccorso sono state obbligate a iscriversi all'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione. Tale istituzione ha dettato regole, di volta in volta sempre più stringenti, alle quali le varie associazioni hanno dovuto obbedire, per non incorrere in sanzioni. Nelle numerose circolari inviate alle società, infatti, è frequentemente ribadita la necessità di obbedire alle disposizioni provenienti dall'alto, con richiami al patriottismo e alla responsabilità di presidenti e dirigenti, i quali sono ritenuti in prima persona imputabili di eventuali mancanze nel rispetto delle normative e dei dettami.
Nei verbali del 5 e del 18 marzo 1927, la SAOMS di Monleale affronta il problema della richiesta di aderire all'Ente Nazionale della Cooperazione: "Il presidente presenta una lettera pervenutaci dall'Ente Regionale della Cooperazione (Federazione Regionale Piemontese) in cui domanda l'adesione a detto ente, ed in conformità al decreto legge 30 dicembre 1926 n° 2288. Il Consiglio vista tale disposizione, a voto unanime delibera di aderire all'Ente Nazionale della Cooperazione, approvando la quota fissatagli di lire 84 autorizzando il Presidente di inviarla a detto ente".
"Presenta il presidente la lettera dell'ente nazionale della cooperazione in cui chiede due copie di adesione e due copie di verbale e due copie di statuto e due copie di bilancio chiuso al 31 dicembre 1926. Il consiglio non entra in merito a tale oggetto e chiede schiarimenti per prendere visione dello statuto dell'ente": prima di aderire, quindi, la SAOMS di Monleale vuole capire che cosa venga richiesto dallo Statuto dell'Ente e quali vantaggi si otterrebbero facendone parte.[1] A tal fine, viene preparata una lettera, di cui si conserva la minuta[2], nella quale si domandano maggiori informazioni e si dichiara che lo scopo principale della Società è quello di "fornire i soli soci dei concimi zolfo e solfato rame loro occorrenti". Inoltre, si dice che "essendovi quest'anno maggior richiesta da parte dei soci e non avendo la Società capitale disponibile per fare fronte agli acquisti imminenti a causa della conversione dei buoni del Tesoro", si richiede una spiegazione per poter incassare tali buoni.
Il 14 aprile 1927 viene comunicato alla SAOMS che, come richiesto, è stata ammessa ad aderire all'Ente Nazionale della Cooperazione e le è stato assegnato il numero di matricola 494; da questo momento in poi, è necessario che su tutte le buste e le comunicazioni venga stampato, seguendo "immediatamente la denominazione della Società", la frase "ADERENTE ALL'ENTE NAZIONALE DELLA COOPERAZIONE" F.R.P. N° 494 di Matricola; si precisa che "detta dicitura è preferibile sia stampata nel corpo stesso della intestazione; in via transitoria è consentito sia impressa con un timbro di gomma".[3]
Il 3 maggio 1927 viene inviato alla SAOMS, in due copie identiche, un sollecito a regolarizzare l'iscrizione all'Ente Nazionale della Cooperazione: "Nonostante le disposizioni emanate con le circolari N° 16 del 14 marzo e N° 18 del 15 aprile c.a., non ci sono ancora state restituite le due copie della scheda notiziario, le due copie del modulo verbale del Consiglio di Amministrazione con annesse due copie dell'ultimo bilancio, due copie della relazione dei sindaci e due copie dello Statuto Sociale cosicché la Società che la S.V. dirige non ha ancora completato quelle che sono le necessarissime formalità ed è quindi fra le adesioni in sospeso. Nell'interesse dell'organismo che Ella presiede, La preghiamo, ancora una volta di farci tenere, con tutta sollecitudine, i documenti sopra descritti notificando che senza l'invio di tali documenti la vostra adesione non è regolare e non possiamo farvi inviare dalla nostra sede centrale la targa, il diploma ed il giornale con tutte le pubblicazioni che di volta in volta vengono trasmesse alla società aderenti."[4]
Il 12 maggio 1927 viene emessa una ricevuta dell'Ente Nazionale della Cooperazione con "Dichiarazione di eseguita Denuncia", in cui si afferma che la "Società Agricola di M. S. e Coop con sede a Monleale ha oggi presentato la denuncia dei lavoratori (impiegati ed operai retribuiti, soci e non soci) dipendenti riempiendo il modulo corrispondente N. 541".[5]
L'iscrizione all'Ente, oltre a essere obbligatoria, era anche onerosa e la SAOMS di Monleale ha ricevuto numerosi richiami per non aver pagato per tempo la tassa annuale d'iscrizione:
- il 24 novembre 1927 veniamo informati che la SAOMS versa la quota di lire 90 all'Ente Nazionale della Cooperazione, quale contributo annuo obbligatorio, come richiesto una prima volta il 2 agosto 1927, seguito da un sollecito del 10 novembre 1927; sul retro di questa seconda missiva, a penna, si trova una lettera della SAOMS datata 3 dicembre 1927 e timbrata, in cui si dice che si inviano le 90 lire richieste;[6]
- il 29 marzo 1929 viene chiesto il contributo di 90 lire annue; il 4 settembre 1929 viene inviata alla SAOMS una lettera di sollecito e al Società paga, come attestato da una ricevuta del 10 ottobre 1929;[7]
- il 13 febbraio 1930 viene richiesto il pagamento del contributo annuo di lire 60 (non 90 come l'anno precedente); il 22 settembre 1930 viene inviato un sollecito e si ha una ricevuta dell'avvenuto pagamento che riporta le date del 2 e 8 ottobre 1930;[8]
- con una lettera del 20 febbraio 1931, si richiede il pagamento di 150 lire; seguono, il 31 luglio e il 30 settembre 1931, due lettere di sollecito;[9]
- il 12 gennaio 1932 viene richiesto il pagamento del contributo annuale di 150 lire;[10]
- il 22 gennaio 1934 si richiede il pagamento del contributo annuale di 160 lire;[11]
- in una lettera, probabilmente del gennaio 1936, l'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, Segreteria Interprovinciale di Alessandria e Asti, con firma del Segretario Interprovinciale Bonini dott. Mario, richiede alla SAOMS il pagamento del contributo annuo di lire 160;[12]
- il 6 giugno 1936 l'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione sollecita la SAOMS di Monleale a versare il contributo annuale all'Ente.[13]
Procedendo negli anni del Ventennio, si ha l'impressione che sempre più l'Ente Nazionale della Cooperazione cerchi di far seguire alle società una specifica strada di omologazione e obbedienza, attraverso tappe ben precise, iniziate con la partecipazione saltuaria di membri dell'Ente alle assemblee dei soci, proseguita con l'obbligo di richiedere l'autorizzazione dell'Ente per la loro convocazione (ad esse dovrà essere sempre presente un delegato dell'Ente stesso), per culminare nell'ordine di comunicare prima delle avvenute elezioni del direttivo, l'elenco dei candidati, al fine di ricevere un'approvazione preventiva. Anche la SAOMS di Monleale ha dovuto attenersi a tali regole. Di seguito, le principali tappe del percorso, di cui sono riuscita a trovare notizia negli archivi.
- In una circolare che, probabilmente, è stata inviata in prossimità delle feste natalizie del 1926, viene ricordato "a tutte le società, nessuna esclusa, l'obbligo di eliminare i distintivi speciali Sociali e di sostituirli con quelli Nazionali unici per tutta la Famiglia dei Cooperatori e dei Mutualisti. Essi sono di smalto tricolore e vengono venduti alle Società al prezzo di £.3 cadauno. Gli Ispettori dell'E.N.C. partecipando alle Assemblee annuali controlleranno se l'ordine è stato eseguito".[14]
- A partire dal 1928, all'Assemblea Ordinaria dei soci deve obbligatoriamente partecipare un rappresentante dell'Ente Nazionale: in questo caso, per la SAOMS di Monleale si tratta di Raimondo Giuseppe. Il Presidente "fa pure notare che nella nomina del comitato dei sindaci deve esserci incluso il signor Boveri Angelo, quale rappresentante dell'Ente Nazionale Cooperativo"[15], come stabilito da una circolare inviata a tutte le società a fine 1927.[16]
- Il 10 marzo 1929 l'Assemblea dei soci si svolge alla presenza del delegato dell'Ente Nazionale per la Cooperazione Boveri Angelo. Il Presidente "fa pure notare che nella nomina del comitato dei sindaci deve esserci incluso il signor Boveri Angelo quale rappresentante dell'Ente Nazionale Cooperativo".[17] In una precedente lettera, infatti, "Boeri Angelo di Antonio, residente in Monleale", viene designato come delegato dell'Ente Nazionale della Cooperazione a presenziare all'Assemblea sociale, che si terrà il 10 marzo 1929.[18]
- In base a una circolare datata 1 agosto 1929, le successive comunicazioni per le società di mutuo soccorso non verranno più inviate a mezzo circolare, ma saranno, a decorrere dall'1 settembre, pubblicate su un apposito "foglio d'ordini" allegato alla rivista mensile "L'Alleanza Cooperativa Torinese", che tutte le società riceveranno gratuitamente e saranno obbligate a consultare, attenendosi a quanto riportato sul foglio in questione.[19] In Archivio sono conservate varie circolari successive alla data dell'1 settembre 1929, a testimonianza del fatto che, in realtà, l'invio di richieste, ordini e comunicazioni da parte dell'Ente della Cooperazione a mezzo lettera e circolare non si è mai interrotto.
- Il 9 marzo 1930 l'Assemblea dei soci si svolge alla presenza del delegato dell'Ente Nazionale per la Cooperazione Boveri Angelo. Il Presidente "fa pure notare che nella nomina del comitato dei sindaci deve esserci incluso il signor Boveri Angelo quale rappresentante dell'Ente Nazionale Cooperativo".[20]
- Il 7 febbraio 1931 viene inviata una cartolina all'Ente Nazionale della Cooperazione alla SAOMS, in cui si autorizza lo svolgimento dell'Assemblea sociale, prevista per il 22 febbraio, assicurando l'intervento di un rappresentante dell'Ente stesso che, in base al verbale, è Boveri Angelo.[21]
- Il 6 marzo 1932, durante l'Assemblea dei soci, il Presidente "fa pure notare che nella nomina del comitato dei sindaci deve esserci incluso il signor Boveri Angelo quale rappresentante dell'Ente Nazionale Cooperativo".[22]
- Il 5 marzo 1933, durante l'Assemblea dei soci il Presidente "fa pure notare che nella nomina del comitato dei sindaci deve esserci incluso il signor Boveri Angelo quale rappresentante dell'Ente Nazionale Cooperativo".[23]
- È datata 5 febbraio 1934 una lettera della Segreteria Provinciale di Alessandria in risposta a una richiesta della SAOMS del 3 febbraio, in cui si autorizza la Società a svolgere l'Assemblea sociale il 25 febbraio.[24]
- Il 21 settembre 1934 il Segretario Provinciale Armando Berlinghieri risponde a una richiesta della SAOMS del 15 settembre: "Riterremmo opportuno che Vi orientaste, per gli acquisti di generi agricoli, verso il Consorzio Agrario Coop. Provinciale [sito in via Santa Maria di Castello, in Alessandria], ai cui Dirigenti abbiamo già parlato della cosa."[25] Probabilmente la SAOMS aveva chiesto dove fare i consueti acquisti all'ingrosso di merci per l'agricoltura.
- È del 9 gennaio 1935 una lettera dell'Ente, in cui, in risposta a una richiesta fatta dalla SAOMS il 7 gennaio, si autorizza la Società a convocare l'Assemblea sociale per il 17 (?) febbraio 1935.[26]
- Il 16 gennaio 1936 la Segreteria Interprovinciale di Alessandria dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione comunica che nulla osta alla convocazione dell'Assemblea dei soci per il 26 febbraio 1935; ad Assemblea avvenuta, sarà necessario inviare all'Ente l'estratto del verbale e un elenco dei "componenti del Consiglio di Amministrazione specificando per gli iscritti al P.N.F. l'anzianità fascista."[27]
- Il 9 gennaio 1938 si convoca l'Assemblea sociale per il 27 febbraio, previa autorizzazione della Segreteria Interprovinciale (ottenuta in data 13 gennaio 1938). In tale seduta, "Il presidente fa dar lettura dal segretario dell'invito pervenutogli dalla Segreteria Interprovinciale onde ordina di versare la somma di lire 40 come contributo opere assistenziali".[28]
- L'8 gennaio 1939 si convoca l'Assemblea sociale per il 26 febbraio, previa autorizzazione della Segreteria Provinciale.[29]
- Il 26 gennaio 1940 l'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, Segreteria Interprovinciale di Alessandria, in risposta a una lettera della SAOMS del 22 gennaio, autorizza la convocazione dell'assemblea per il 18 febbraio e specifica "la necessità che a dirigere la Società siano designati degli elementi iscritti al P.N.F."[30]
- Il 22 febbraio 1942 si ha una riunione del Direttivo della SAOMS (si veda la sezione "SAOMS e Dopolavoro£: nel 1940 la SAOMS sembrava in fallimento e chiusura definitiva, ma da questo verbale si evince che è, invece, sopravvissuta), nella quale il Presidente "informa il Consiglio della lettera pervenutagli dal Segretario del Fascio, nella quale specifica che non si possono nominare cariche se non di individui iscritti al Fascio. Il Consiglio all'unanimità decide di presentare la seguente nota delle cariche da nominarsi nell'assemblea del 1 marzo prossimo venturo.
Consiglieri Zuccarelli [Ido], Cadirola Giovanni, Fornasari Gustavo.
Sindaci effettivi Scherpa Eugenio, Pelosi Alberto, Zuccarelli Enrico.
Supplenti Zuccarelli Mario e Mogni Giuseppe.
Comitato di Soccorso Selvatico Luigi, Pelizza Alberto, Bruno Palmo Signorio Giuseppe e Bruno Pietro.
Collegio Arbitrale Capsoni Liugi, Lugano Nardo, Pelosi Giulio e Mogni Angelo.
Quindi, il 1 marzo 1942 "il presidente informa l'Assemblea che da disposizioni ricevute dalla segreteria dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, si è dovuto dare il nominativo delle cariche da nominarsi al Segretario del Fascio locale, per il suo preventivo benestare. Siccome nelle cariche scadenti risultavano dei non iscritti al Partito Nazionale Fascista, il sottoscritto, d'accordo con il Segretario del Fascio ed i rimanenti consiglieri in carica, propone i seguenti nominativi tutti iscritti al Partito, da nominarsi nelle diverse cariche. A consiglieri della società i soci Zuccarelli Ido, Cadirola Giovanni, Fornasari Gustavo. A sindaci effettivi: Scherpa eugenio, Zuccarelli Enrico e Pelosi Alberto; a sindaci supplenti i soci Zuccarelli Mario, Mogni Giuseppe. A far parte del Comitato di Soccorso i soci Selvatico Luigi, Pelizza Alberto, Bruno Palmo, Signorio Giuseppe, Bruno Pietro. Collegio arbitrale Ing Capsoni Luigi, Lugano Mario, Pelosi Emilio, Mogni Angelo e Reverendo Don Alfredo Torti. L'assemblea, sentito l'esposto del presidente, ritenendo inutile ogni votazione, omette la votazione stessa ed il presidente proclama eletti alle diverse cariche i suddetti individui." [31]
Varie circolari dell'Ente Nazionale della Cooperazione sono dedicate a richieste di denaro e di adesione ad assicurazioni o raccolte fondi, come quella approvata il 6 dicembre 1925: dopo votazione per appello nominale, si decide di concorrere all'offerta pro dollaro, opera patriottica, per un ammontante a lire 125[32] (la quota "pro dollaro" aveva lo scopo di portare contributi per l'estinzione del debito di guerra verso gli Stati Uniti).
Il 23 luglio 1927 si discute di "Mutua assicurazione": "Vista la domanda dell'Ente Nazionale per la Cooperazione riguardante la mutua assicurazione; constatato che nella nostra società non vi sono soci inscritti a nessuna società mutua assicurazioni sulla vita, ed ancora non vi è entrato (?) l'utilità di fare tale assicurazione, il consiglio dispone di fare propaganda tra i vari soci additandogli la via e facilitandogli per quanto gli è possibile. In merito al risparmio il consiglio ritiene utile tenere in deposito a conto corrente la somma occorrente ai suoi bisogni in una cassa locale essendo scomodo recarsi in Alessandria ad ogni piccola operazione. Per quanto riguarda la consulenza farà capo all'ente."[33]
La questione delle assicurazioni viene ripresa in una lettera del 7 dicembre 1927, con la quale, preso atto che la SAOMS non ha mai stipulato un'assicurazione contro gli incendi, viene invitata a provvedere quanto prima a inviare una comunicazione con l'ammontare del patrimonio sociale, al fine di poter stilare un preventivo per l'assicurazione, che certamente, viene detto, non è stata ancora stipulata "per sola dimenticanza, per quanto imperdonabile".[34]
L'8 maggio 1931 viene inviata una circolare con per oggetto "Prestito Nazionale": "L'annuncio del Prestito Nazionale e delle nuove emissione di Buoni del Tesoro Novennali a premio, oltre a consacrare eloquentemente la piena efficienza e sanità della finanza dello Stato, e a dimostrare al mondo intero che 'l'Italia sa fare da sé' è la migliore garanzia della precisa volontà del Regime nel voler superare il presente e critico momento per segnare una ripresa in tutte le attività economiche del Paese". Si prosegue, dicendo che le società devono far confluire i loro risparmi in questi nuovi buoni, che daranno un interesse netto del 5 % e concorreranno all'estrazione di premi per un valore complessivo di 19 milioni di lire. Alla circolare è allegato un modulo indirizzato alla Banca Nazionale del Lavoro, in cui la SAOMS sottoscrive un buono di 10000 lire.[35]
Il 21 maggio 1934 si discute di una "Convenzione fra la federazione nazionale della mutualità sociale e l'istituto delle assicurazioni"[36]: "Il Presidente fa dar lettura dal segretario del testo della convenzione e della circolare della segreteria provinciale quindi spiega al consiglio l'importanza della convenzione stessa. Il consiglio udita la convenzione e l'esposto del presidente ritiene giusta la convenzione stipulata fra la federazione nazionale fascista della mutualità e l'istituto delle assicurazioni, ma data la situazione precaria in cui versa la società e il momento critico che attraversa il paese data la sciagura che da diversi anni si abbatte sul territorio di Monleale, all'unanimità delibera di non poter aderirvi per il momento; in tutti i casi se la situazione cambierà, in avvenire si potrà prendere in considerazione la convenzione ed attenervisi".[37]
È del 7 gennaio 1935 una lettera dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, Segreteria Interprovinciale di Alessandria e Asti, in cui, in risposta a una richiesta fatta dalla SAOMS il 2 gennaio di poter ridurre il contributo che le Società devono versare annualmente a favore dell'Ente Opere Assistenziali (lire 30) a causa delle scarse disponibilità economiche, viene consentito alla Società di Monleale un pagamento di lire 15.[38]
Il 14 dicembre 1935 viene inviata una lettera dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, Segreteria Interprovinciale di Alessandria e Asti, in cui si richiedono 40 lire alla SAOMS come contributo all'Ente Opere Assistenziali.[39]
Un foglio de "Il lavoro cooperativo" (senza data), con stampigliatura in rosso "secondo sollecito", si ingiunge alla SAOMS di pagare, entro cinque giorni, a mezzo bollettino postale accluso, la quota di abbonamento per il 1936.[40]
Più volte, durante il periodo fascista, di solito ad inizio anno, venivano inviate alle società circolari in cui si richiedeva di compilare dei questionari per la raccolta di dati statistici, che sarebbero stati pubblicati in forma aggregata, per avere un quadro generale del comparto relativo alla mutualità. Di questo tenore è la circolare del 16 settembre 1927: "La Federazione ha urgente necessità di porre in completo funzionamento il suo Ufficio Statistico e desidera assolutamente pubblicare opuscoli e diagrammi con i dati complessivi di tutto il movimento mutualistico e cooperativo durante tutta la sua vita dal 1700 al 1927. Invitiamo quindi le società tutte a rispondere sollecitamente riempiendo i prospetti che qui uniamo e ritornare ai nostri uffici di Torino via Cesare Battisti 11 bis fornendoci tutte le maggiori, possibili e precise informazioni sulle Società dalla fondazione ad oggi. Chi non sapesse rilevare i dati dei libri e dai documenti sociali è invitato a comunicarcelo, e sarà nostra cura inviare un nostro incaricato sul posto. A nessuno sfuggirà l'importanza di questi rilievi che devono documentare al mondo l'importanza della Cooperazione e della Mutualità Piemontese."[41]
Non sempre la SAOMS di Monleale pare avere ottemperato a tale ordine, dal momento che alcuni degli stampati dei questionari allegati alle circolari e inviati alla società sono ancora conservati, intonsi, in archivio. Il questionario che si riferisce all'anno 1926, invece, è stato compilato e una copia è conservata in archivio (si veda la sezione relativa), ma non si sa se sia stata effettivamente restituito all'Ente richiedente: contiene dati interessanti in ordine al numero dei soci, agli scopi, alle attività e al capitale della Società.[42]
È datata 30 maggio 1929 una minuta di una lettera indirizzata dalla SAOMS al Podestà, in cui si informa che si invia il modulo richiesto, con tutti i dati relativi all'attività sociale, specificando che i soci regolarmente iscritti sono 107.[43]
[1] Cfr. cartella 15 dell'Archivio SAOMS.
[2] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[3] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[4] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[5] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[6] Cfr. cartelle 15 e 40 dell'Archivio SAOMS.
[7] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[8] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[9] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[10] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[11] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[12] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[13] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[14] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[15] Cfr. cartella 9 dell'Archivio SAOMS.
[16] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[17] Cfr. cartella 9 dell'Archivio SAOMS.
[18] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[19] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[20] Cfr. cartella 9 dell'Archivio SAOMS.
[21] Cfr. cartelle 9 e 40 dell'Archivio SAOMS.
[22] Cfr. cartella 9 dell'Archivio SAOMS.
[23] Cfr. cartella 9 dell'Archivio SAOMS.
[24] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[25] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[26] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[27] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[28] Cfr. cartelle 15 e 40 dell'Archivio SAOMS; nella lettera dell'Ente si raccomanda, inoltre, di inviare una copia del bilancio consuntivo 1937, una copia della relazione dei Sindaci e una copia del verbale dell'Assemblea.
[29] Cfr. cartella 15 dell'Archivio SAOMS.
[30] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[31] Cfr. cartelle 9 e15 dell'Archivio SAOMS.
[32] Cfr. cartella 15 dell'Archivio SAOMS.
[33] Cfr. cartella 15 dell'Archivio SAOMS.
[34] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[35] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[36] 12 maggio 1934: circolare della Segreteria Provinciale di Alessandria in cui viene raccomandato di leggere la Convenzione stipulata tra la Federazione Nazionale Fascista della Mutualità e l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, pubblicata a pagina 6 del "Lavoro Cooperativo del 10 maggio: "è necessario che le condizioni in essa stabilite siano prese in attentissimo esame in apposita riunione di Consiglio, poiché la Convenzione ha il principale scopo di garantire la vita avvenire delle Società oltre quello di far beneficiare i Soci di più tangibili vantaggi economici." (Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS).
[37] Cfr. cartella 15 dell'Archivio SAOMS.
[38] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS
[39] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[40] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[41] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.
[42] Cfr. cartella 95 dell'Archivio SAOMS.
[43] Cfr. cartella 40 dell'Archivio SAOMS.