1929
Le seguenti lettere e circolari sono firmate dal Direttore Cav. Marino Casaro e dal Fiduciario Regionale Domenico Bagnasco, Deputato al Parlamento.
2 gennaio 1929: "Dalla Federazione Provinciale Fascista veniamo informati che la locale sezione del P. N. F. sarebbe priva di una sede decorosa, mentre ci risulta che la Società da Voi presieduta avrebbe la possibilità di sistemare la prefata sezione nei locali sociali. Vi preghiamo quindi prendere egli opportuni accordi col locale Segretario del Fascio, certi che codesta Società non avrà alcuna difficoltà accogliere questa nostra proposta che vi onora, e da modo dimostrare il vostro attaccamento al Regime. Crediamo opportuno consigliare di fare un regolare contratto di fitto, il quale oltre al rimborso delle eventuali spese di luce, riscaldamento ecc. l'importo del fitto abbia limitarsi ad una lira annua". Sul retro, a penna, la risposta della SAOMS, datata 20 gennaio 1930 (in cui si dice che si sta rispondendo a una lettera del 2 gennaio 1930): "La Società di Monleale tiene soltanto una sala senza altri vani e questa deve servire per il ritrovo sociale per le assemblee per ufficio e per Magazzino Cooperativo, e quindi non è possibile cederla alla sezione Fascista in affitto per l'uso continuo ne determinato non potendo la Società spossessarsi del suo locale troppo necessario".
2 febbraio 1929: richiesta dati statistici: si esortano le società a compilare in triplice copia un questionario inviato dalla Federazione Nazionale Fascista delle Cooperative di Consumo con lo scopo di compilare un preciso elenco dei depositi cauzionali versati dalle società in titoli del Littorio e in contanti per ottenere le licenze di esercizio per la vendita al minuto di generi alimentari, agricoli e altri (la SAOMS di Monleale non ha compilato e inviato i questionari).
18 febbraio 1929: "denuncia dipendenti e richiesta dati statistici": viene richiesto alle società di
- comunicare quali siano i loro dipendenti (da considerarsi come tali coloro che percepiscono uno stipendio dalla società in cui prestano la loro opera e non hanno altro impiego) nel periodo dall'1 gennaio all'1 luglio 1928;
- comunicare le attività svolte durante l'esercizio 1928;
- di inviare, previa approvazione da parte delle Assemblee sociali, due copie di bilancio consuntivo, due copie della relazione del consiglio di amministrazione, due copie della relazione dei sindaci e degli amministratori, due copie dei verbali delle assemblee sociali.
La lettera si conclude minacciando una sanzione fino a lire 2000 per i presidenti inadempienti e assicura che i dati statistici raccolti verranno pubblicati in modo aggregato.
Senza data, ma precedente al 10 marzo 1929: lettera in cui viene designato Boeri Angelo di Antonio, residente in Monleale, come delegato dell'Ente Nazionale della Cooperazione a presenziare all'Assemblea sociale che si terrà il 10 marzo 1929.
Marzo 1929: manifesto di propaganda per le elezioni politiche del 24 marzo 1929, in cui si legge che "tutti i Cooperatori e Mutualisti devono, nessuno escluso, il 24 marzo recarsi alle urne e plebiscitariamente votare la lista approvata dal Gran Consiglio del Fascismo" (seguono i nomi dei candidati). Inoltre, "sotto la loro personale responsabilità i Signori Fiduciari e i Signori Presidenti dovranno curare che nessun socio, senza giustificato motivo, diserti le urne. Ad elezioni terminate, i Signori Fiduciari ed i Signori Presidenti dovranno comunicare a questo Ufficio, per i provvedimenti del caso, l'elenco dei soci che, incoscienti dell'importanza del plebiscito, si fossero volontariamente astenuti alla votazione. […] Per la migliore applicazione di quanto sopra riteniamo opportuno che, ove sia possibile, si convochino tutti i soci che abbiano obblighi elettorali presso le sedi delle singole Società, intorno alle ore 7 del mattino di Domenica 24 Marzo, e, dopo aver fatto l'appello dei presenti, inquadrarli e guidarli con Musiche e Bandiere a votare presso le sedi delle relative sezioni elettorali. Gradiremmo ad ogni modo, ad elezioni terminate, che i Signori Fiduciari e Presidenti, ci trasmettessero una breve relazione con fotografie".
29 marzo 1929: richiesta del contributo di 90 lire annue da pagare all'Ente Nazionale della Cooperazione.
30 maggio 1929: minuta di una lettera indirizzata dalla SAOMS al Podestà, in cui si informa che si invia il modulo richiesto, con tutti i dati relativi all'attività sociale. I soci risultano essere 107.
12 giugno 1929: lettera "riservatissima urgente" in cui si informano le società che a dirigere la MAECI (Mutua Assicurazione Enti Cooperativi Italiani) è subentrato il Dott. Cav. Camillo Rossotto al posto del Cav. Mario Paita. Si ribadisce la necessità, per la stipula delle assicurazioni, di rivolgersi esclusivamente al MAECI.
30 luglio 1929: "L'opera che ci risulta venga svolta in questi giorni da alcune organizzazioni a carattere sindacale attraverso tentativi di riunioni e congressi e che è intesa ad ottenere l'adesione e la formazione di gruppi di cooperative ci costringe a ricordare ancora una volta tutte le Società mutue, cooperative e a forma cooperativa, consorzi ed associazioni, che per il chiaro ed inequivocabile disposto del R. D. 30.12.1926, l'Ente Nazionale della Cooperazione è la sola Federazione alla quale agli effetti dell'inquadramento sindacale debbono aderire le predette società. La figura del socio, non conta di fronte a quella della Società così che gli orientamenti sindacali di uno o di un gruppo di soci non debbono influenzare, fuorviandolo, quello della Società che, lo si ripete, ha il suo unico diretto rappresentante nell'Ente Nazionale della Cooperazione. Ricordiamo quindi a tutti i Presidenti e tutti Fiduciari l'obbligo che ad essi incombe di salvaguardare il patrimonio morale e materiale delle loro società dai pericoli di infondate interferenze e rammentiamo loro che i rapporti ed i collegamenti con le altre organizzazioni di carattere sindacale sono curati unicamente dagli Uffici dell'Ente Nazionale della Cooperazione, ai quali Presidenti ed i Fiduciari sono tenuti sotto la loro personale responsabilità a segnalare qualunque sollecitatoria o pressione che a loro pervenisse da parte di altre organizzazioni sindacali".
1 agosto 1929: la lettera inizia con i ringraziamenti a tutte le società che hanno preso parte al cordoglio per la morte del Direttore Generale Dott. Rag. Domenico Ferrara. In seguito, si informa che le successive comunicazioni non verranno più inviate a mezzo circolare, ma saranno, a decorrere dall'1 settembre, pubblicate su un apposito "foglio d'ordini" allegato alla rivista mensile "L'Alleanza Cooperativa Torinese", che tutte le società riceveranno gratuitamente e saranno obbligate a consultare, attenendosi a quanto riportato sul foglio in questione. Si informa della nomina del Cav. Marino Casaro a Direttore Regionale dell'ufficio piemontese dell'Ente Nazionale della Cooperazione, e di Giuseppe Raimondo a Ispettore Regionale.
9 agosto 1929: circolare "importante da conservarsi" in cui si informa che l'ufficio di Alessandria è trasferito da via Parma, 4 a Galleria Guerci (lato via Ferrara).
4 settembre 1929: lettera di sollecito per il pagamento delle 90 lire che costituiscono il contributo annuo per l'adesione all'Ente Nazionale della Cooperazione.
20 settembre 1929: "A Vostra del 10 corrente mese. Per quanto concerne la richiesta di tassa per occupazione area pubblica, non possiamo per ora rispondere con esattezza al quesito sottopostoci perché non siamo a conoscenza delle norme e disposizioni particolari adottate per il Vostro Comune dalle Autorità del luogo. Per quanto ha tratto alla vostra offerta da evolversi in premio in occasione della Fiera, potete richiedere per iscritto spiegazioni al signor Podestà e questi certamente non mancherà di fornirvele".
3 ottobre 1929: circolare dell'Ente Nazionale della Cooperazione, Ufficio Regionale Piemontese, in cui si invitano i presidenti delle società (o persone da loro delegate) a intervenire "alla solenne manifestazione di distribuzione dei diplomi di partecipazione alla Esposizione di Roma, e dei diplomi delle medaglie commemorative assegnate alle bandiere e gagliardetti che parteciparono alla grande adunata di Roma", che si terrà il 13 ottobre 1929 a Roma. In un N.B: finale si fa presente che "le Società che non potranno partecipare alla cerimonia dovranno, ove lo credano, richiedere che il diploma venga spedito". Sul retro è presente la minuta di una lettera di risposta, datata 23 ottobre 1929: "Non avendo potuto partecipare alla solenne manifestazione di distribuzione dei diplomi di partecipazione alla esposizione di Roma e dei diplomi e medaglie commemorative assegnate alle bandiere, il 13 ottobre 1929 A VII Prego la S.S. d'inviarci il diploma per concorso a detta esposizione." Nello stesso foglio, più in basso, si può leggere la minuta di una lettera indirizzato al giornale "Il Lavoro Cooperativo", in cui si comunica di aver pagato l'abbonamento al giornale per l'anno 1928 – 1929 (£ 30,50), "con diffida di cessazione per l'anno venturo".
10 ottobre 1929: ricevuta che attesta il pagamento delle 90 lire richieste come contributo all'Ente Nazionale della Cooperazione per l'anno 1929.
21 ottobre 1929: lettera in risposta a una richiesta della SAOMS: "A stimata Vs/ 14 u.s. È necessario indichiate a questo Ufficio se intendete aprire locali a semplice ritrovo per divertimento letture ecc. senza lo smercio di bevande alcooliche, oppure se intendete aprire pure un buffet. Nel primo caso non vi è bisogno di alcune autorizzazioni perché questo Ufficio è persuaso che detti locali faranno parte della Sede Sociale. Nel secondo caso è necessario il permesso per la vendita di bevande alcooliche da consumarsi nei locali sociali e dai suoi soci, però tale permesso è impossibile ottenerlo, poiché il termine utile per la richiesta di tali permessi è scaduto sino dal maggio 1927. Se codesta Società intendesse oltre il ritrovo, indire delle feste da ballo, pure è necessario ottenere il permesso. L'unica cosa che si potrebbe ottenere dal locale Comune è lo spaccio di bevande non vinose, come ad esempio sciroppi, caffè ecc. Vogliate informarci circa le intenzioni di codesta Società specificando dettagliatamente il genere di ritrovo, e vi saremo più precisi in proposito".
22 ottobre 1929: "richiesta urgente di dati": le società devono al più presto comunicare "l'entità delle somme che furono elargite, a scopo di beneficenza, a favore di Istituzioni (compresi i contributi ai Banchi di Beneficenza) Fasci Locali, giornali ecc. specificando l'Ente a cui fu elargito, lo scopo e l'ammontare. Inoltre è necessario specificare pure il contributo dato ad iniziative di assistenza sociale e di previdenza, sia nell'ambito dei soci stessi, che fuori".
22 ottobre 1929: "Manifestazione Marcia su Roma 27 ottobre = Alessandria = L'alba dell'anno VIII° del Regime Fascista saluterà le falangi dei Cooperatori e Mutualisti Piemontesi che al seguito delle loro vecchie bandiere devono sfilare tutti senza diserzione alcuna alle manifestazioni che avranno luogo nel capoluogo di Provincia" (sono esonerate le associazioni femminili).
Senza data, ma successiva al 22 ottobre 1929: "Risulta a questo Ufficio che da parte dell'Opera Nazionale Dopolavoro a mezzo dei propri funzionari vengano fatte pressioni alle Società Mutualistiche allo scopo di ottenere il passaggio al Dopolavoro. Ricordiamo a tutte le Società che sono tenute soltanto a dare la loro adesione a questo Ente, in ottemperanza al preciso disposto dell'art. 8 della Legge Sindacale 3 aprile 1926. Questo Ente rappresenta e controlla tutti gli organismi eserciti a forma cooperativistica o mutualistica, e ciò per seguire le precise disposizioni del Governo e del Regime. Le Società quindi che abbiano ottemperato dare la loro adesione a questo Ente hanno assolto al loro preciso dovere. Con la presente insistiamo affinché i Signori Presidenti delle Società rispondono negativamente a coloro che insistessero su detto passaggio e pregarli di rivolgersi a questo Ente che è il solo che è tenuto a salvaguardare gli interessi dei singoli sodalizi. Con questo non intendiamo che la mutualità debba essere in antagonismo coll'O.N. D. poiché i due organismi marciano parallelamente per la strada tracciata del Regime e dal Governo. Invitiamo quindi le Società tutte che avessero iniziato trattative col Dopolavoro, o desiderassero iniziarle siano esse aderenti o non a questo Ente, a voler informarci, di non concludere alcun accordo o passaggio senza prima aver avuto una risposta da questo Ufficio Regionale. Questo Ente con la presenza dei suoi funzionari che in obbedienza all'accordo intercorso fra Sua Eccellenza Turati e l'On. Dino Alfieri rispettivamente Presidenti dell'O. N. D. e dell'E.N.C. assicurerà ancora le vostre società una vita libera ed indipendente."