1926 - 1927

Le seguenti lettere e circolari sono state inviate, salvo diversa indicazione, dall'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, con sede in Torino e firmate dal Direttore rag. Domenico Ferrara e dal Fiduciario Presidente Regionale Domenico Bagnasco, Deputato al Parlamento.  

Senza data, presumibilmente 1926: lettera che invita le società ad aderire alle assicurazioni.

Senza data, con in calce "saluti fascisti e auguri di buone feste" (probabilmente si riferisce al Natale 1926 e Capodanno 1927): "ricordiamo a tutte le società, nessuna esclusa, l'obbligo di eliminare i distintivi speciali Sociali e di sostituirli con quelli Nazionali unici per tutta la Famiglia dei Cooperatori e dei Mutualisti. Essi sono di smalto tricolore e vengono venduti alle Società al prezzo di £.3 cadauno. Gli Ispettori dell'E.N.C. partecipando alle Assemblee annuali controlleranno se l'ordine è stato eseguito"; si precisa, inoltre, che non è stato possibile accogliere la richiesta di quelle Società che non hanno fatto per tempo regolare domanda per vendere alcolici ed ottemperato al pagamento delle relative tasse: "è quindi inutile insistere ancora poiché S.E. il Capo del Governo, in persona ha risposto negativamente lamentandosi come le Cooperative e le Società di Mutuo Soccorso, non abbiano risposto per tempo all'appello" [termine ultimo di presentazione della domanda era il 9 maggio 1926, n.d.A.].

13 febbraio 1927: lettera firmata dal Fiduciario Provinciale R. Carpignano che richiede alla SAOMS se intenda o meno iscriversi all'Ente Nazionale della Cooperazione; in caso affermativo, è necessario inviare lire 84.

10 marzo 1927: richiesta di compilazione di due schede di adesione e di due copie di verbale per l'iscrizione all'Ente Nazionale della Cooperazione.

14 aprile 1927: viene comunicato alla SAOMS che, come richiesto, è stata ammessa ad aderire all'Ente Nazionale della Cooperazione e le è stato assegnato il numero di matricola 494; da questo momento in poi, è necessario che su tutte le buste, le comunicazioni ecc. venga stampato, seguendo "immediatamente la denominazione della Società", la frase "ADERENTE ALL'ENTE NAZIONALE DELLA COOPERAZIONE" F.R.P. N° 494 di Matricola; si precisa che "detta dicitura è preferibile sia stampata nel corpo stesso della intestazione; in via transitoria è consentito sia impressa con un timbro di gomma".

15 aprile 1927: circolare in cui si parla dell'inquadramento sindacale delle aziende a forma cooperativa e si precisa che "il 6 corr. è stato approvato un Regio Decreto che risolve definitivamente la questione dell'inquadramento Sindacale delle Cooperative. Tutte le aziende a forma cooperativa dovranno quindi aderire esclusivamente alle Unioni Provinciali di categoria formate in seno al n/ Ente Nazionale della Cooperazione. Il Governo Fascista ha così eliminata ogni eventuale incertezza dando un nuovo e più preciso riconoscimento alla organizzazione cooperativistica e rendendola completamente autonoma, evitando così che l'intromissione di elementi estranei antagonistici turbassero il buon andamento e lo sviluppo delle n/ Società". Si ordina, a tal fine, a tutte le società di compilare e inviare un modulo nel quale è richiesta una denuncia dei dipendenti delle società stesse e si sollecita l'adesione all'Ente e il versamento delle quote sociali arretrate. Infine, si invitano le società a partecipare alla Festa del lavoro il 21 aprile (Natale di Roma), con queste modalità: "le Società devono chiudere le loro sedi, sospendere il lavoro, esporre la bandiera tricolore o eventualmente quella sociale. Le Società dovranno partecipare al completo alle manifestazioni sindacali indette nei vari centri […] È inteso che a tutte le adunate i cooperatori dovranno partecipare numerosissimi con bandiere e gagliardetti. I Signori Presidenti sono responsabili della mancata o deficiente partecipazione delle proprie Società."

3 maggio 1927: sollecito a regolarizzare l'iscrizione all'Ente Nazionale della Cooperazione, inviato in due copie identiche: "Nonostante le disposizioni emanate con le circolari N° 16 del 14 marzo e N° 18 del 15 aprile c.a., non ci sono ancora state restituite le due copie della scheda notiziario, le due copie del modulo verbale del Consiglio di Amministrazione con annesse due copie dell'ultimo bilancio, due copie relazione dei sindaci e due copie dello Statuto Sociale cosicché la Società che la S.V. dirige non ha ancora completato quelle che sono le necessarissime formalità ed è quindi fra le adesioni in sospeso. Nell'interesse dell'organismo che Ella presiede, La preghiamo, ancora una volta di farci tenere, con tutta sollecitudine, i documenti sopra descritti notificando che senza l'invio di tali documenti la vostra adesione non è regolare e non possiamo farvi inviare dalla nostra sede centrale la targa, il diploma ed il giornale con tutte le pubblicazioni che di volta in volta vengono trasmesse alla società aderenti."

12 maggio 1927: "Dichiarazione di eseguita Denuncia": ricevuta dell'Ente Nazionale della Cooperazione in cui si afferma che la "Società Agricola di M. S. e Coop con sede a Monleale ha oggi presentato la denuncia dei lavoratori (impiegati ed operai retribuiti, soci e non soci) dipendenti riempiendo il modulo corrispondente N. 541".

17 maggio 1927: "Richiesta urgente di dati statistici": si chiede alle società di compilare e restituire nel più breve tempo possibile un questionario, in cui si richiedono denominazione e indirizzo della società e il totale degli incassi per vendite e proventi vari nell'anno 2026 (la SAOMS di Monleale non ha ottemperato alla richiesta, i  moduli sono tutt'ora in archivio).

20 maggio 1927: circolare in cui viene richiamata "l'attenzione delle Società aderenti sull'azione svolta in questi giorni per il ribasso dei prezzi. Guardando la strada percorsa constatiamo come sia stato salutare l'intervento della Cooperazione e come in tutte le occasioni i prezzi delle Cooperative siano stati considerati come basi per fissare i calmieri municipali." La lettera prosegue, esortando a seguire precise disposizioni per migliorare ulteriormente il lavoro fatto e per garantire che i passi compiuti non vengano vanificati:

  • le Cooperative di Consumo devono nuovamente ribassare il più possibile i loro prezzi e comunicare all'Ente i prezzi di vendita di vari generi di prima necessità; inoltre, sarà possibile acquistare all'ingrosso presso un magazzino gestito dall'Alleanza Cooperativa Torinese (sito a Torino, in via Stupinigi, 15) quantità di generi di prima necessità che potranno essere rivenduti a un prezzo ancora più basso;
  • "Le Cooperative di Produzione e Lavoro devono immediatamente ridurre il più possibile i loro prezzi, facendo una vera concorrenza alle industrie affini. Con la massima urgenza ci devono comunicare i prezzi di vendita delle loro produzioni, mettendoli in raffronto con i prezzi adottati dalle aziende industriali concorrenti";
  • stessa cosa devono fare le cooperative che producono e distribuiscono energia elettrica o gas, le cooperative edificatrici, le cooperative agricole, le cantine sociali, le latterie sociali: riduzione dei prezzi e comunicazione degli stessi all'Ente, per poterli confrontare con quelli delle aziende capitalistiche concorrenti dello stesso settore;
  • "Le Cooperative di Credito e le Casse Rurali devono esaminare la loro situazione ed agevolare il più possibile coi mezzi a loro disposizione questo movimento di ribasso dei prezzi";
  • "Le Società di Mutuo Soccorso devono del pari rivedere i loro prezzi e studiare la possibilità di più efficaci accordi con le Cooperative di consumo per venire in contro alle necessità dei soci esercitando così un reale calmiere sul mercato locale. Le Società di M. S. rispondano pure d'urgenza a questa circolare comunicandoci il prezzo dei generi da esse attualmente smerciato, e la possibilità di sviluppo della vendita di altri generi. Ci specifichino pure quali generi alimentari ed agricoli desiderano vendere, e noi comunicheremo dove e come possono rifornirsi, con i prezzi di vendita speciali per le Società".

Si informa, infine, che verranno eseguite ispezioni per ottenere "un più perfetto disciplinamento dell'organizzazione" e conseguire "gli scopi che la Cooperazione si è proposti, e che il Governo Fascista comanda siano raggiunti nel minor tempo possibile".

30 giugno 1927: circolare "urgente" che ribadisce alcuni argomenti trattati in precedenti comunicazioni:

  • tutela del risparmio: "Tutte le Società Cooperative e Mutualistiche, nessuna esclusa, devono rivolgersi per tutte le proprie operazioni bancarie all'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione, che, con recente R. Decreto, ha aumentata la sua base di operazioni, e cambiata la sua denominazione in Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione ed ha le seguenti Filiali in Piemonte (Torino, Via Cesare Battisti 11 bis = Alessandria, Via Roma = Cuneo, Via Nizza, 6 = Vercelli, Via S. Paolo, 9). Alcuni recenti dissesti bancari e quelli che eventualmente ancora si verificassero, ci inducono a rammentare ai Dirigenti delle Società Mutualistiche e Cooperative che è loro dovere far capo a Istituti seri, che diano solide garanzie. Sarebbe inutile che lo Stato, con sacrificio di denaro, tenesse in piedi una Banca per la Cooperazione, quando i Cooperatori stessi non se ne servissero o se ne servissero poco. L'antico e cattivo sistema di lasciare i cassieri delle Società arbitri di investire dove credono il fondo di cassa deve assolutamente cessare. Il Risparmio ottenuto con tanti anni di faticosa attività sociale deve essere tutelato, e solo affidandolo a questa Grande Banca di Stato si può avere una garanzia assoluta e precisa".
  • assicurazioni: "Le Società Cooperative e Mutualistiche, nessuna eccettuata devono esaminare i rischi a cui possono essere soggette le loro attività e studiare la possibilità di fare nuove assicurazione o di aumentare quelle in corso. La Mutua Assicurazione Enti Cooperativi Italiani che ha la sua Agenzia Generale Piemontese presso la nostra Federazione = Via Cesare Battisti 11 bis = Torino (102), è stata creata dall'Ente Nazionale della Cooperazione per coordinare tutto il movimento delle assicurazioni ed evitare che gli utili derivanti da ogni gestione (Premi pagati meno sinistri rimborsati), che furono calcolati per un totale di circa dieci milioni di Lire, vadano a vantaggio di organismi capitalistici privati, ma invece possono essere usati dalla organizzazione delle società della Cooperazione Italiana per potenziarne lo sviluppo, aumentare la propaganda, dirigere, guidare e, se necessitasse, aiutare la sistemazione economica della cooperazione stessa. Numerose sono le organizzazioni nazionali ed estere che hanno nel loro seno la Mutua Assicurazione: perché l'Italia dovrebbe restare in coda? D'ora innanzi nessuna Società dovrà contrarre assicurazioni con aziende capitalistiche, e invece tutte, nessuna esclusa, devono rivolgersi esclusivamente e direttamente a noi".
  • uffici di consulenza e assistenza: si raccomanda alle società di servirsi dell'assistenza prestata presso gli uffici che si trovano in via Cesare Battisti 11 bis Torino per la tenuta e la revisione della contabilità, la compilazione dei bilanci, le chiusure e le aperture dei libri legali, la presentazione di documenti al tribunale, gli annunci legali, i rapporti con l'Agenzia delle Imposte eccetera;
  • si ricorda, infine, in un post scriptum, alle Cooperative di Consumo "che conformemente alle disposizioni contenute nella circolare N° 19 devono provvedersi dei cartelli indicanti i prezzi dei generi di prima necessità da esporsi al pubblico = La Federazione ne ha fatto stampare un tipo speciale solidissimo del formato 70 x 100, con l'indicazione di 50 generi e lo spazio per inserire i cartellini dei prezzi, essi sono in vendita L. 10, = caduno. Le Società sono invitate a prenotarne almeno due e possibilmente ad inviare un loro incaricato a ritirarli alla nostra sede".

22 luglio 1927: circolare con la dicitura "urgentissima", in cui si sollecitano le società a rispondere a una circolare urgente precedentemente inviata nel mese di maggio, in cui si richiedeva la compilazione di uno "specchio statistico"; si ricorda ai presidenti la necessità di osservare il "dovere più elementare, quello cioè di rispondere a ciò che chiede la Federazione, per porre in risalto sempre più, con la somma di tutti i dati trasmessi dalle singole società, l'efficienza, la potenza e l'importanza delle forze Cooperative e Mutualistiche del nostro Piemonte".

2 agosto 1927: viene richiesto alla SAOMS di Monleale di versare lire 90 annue come contributo all'Ente Nazionale della Cooperazione.

10 settembre 1927: chiusura degli uffici di Alessandria (Galleria Guerci) e di Asti (Corso Dante, 44) dell'Ente Nazionale della Cooperazione: le Società dovranno rivolgersi direttamente alla sede di Torino, in via Cesare Battisti 11 bis; l'Ente si occuperà di inviare suoi rappresentanti nei giorni di mercato nelle più importanti città per poter conferire direttamente con i dirigenti delle società.

16 settembre 1927: "In seguito alle disposizioni relative alla legge sindacale è necessario inquadrare perfettamente, ciascuno nella propria particolare categoria, tutti gli organismi cooperativi e mutualistici del Piemonte. Per poter fare ciò è necessario che ogni organismo assuma la denominazione rispecchiante esattamente la propria attività e si inquadri in relazione alla medesima. Disponiamo quindi che tutte le Società di Mutuo Soccorso esaminino la loro posizione e ci comunichino subito:

  • se svolgono solo opera mutualistica;
  • se gestiscono anche un magazzino di vendita generi alimentari od agricoli;
  • se svolgono anche qualche altra attività (circolo sociale, ecc.)
  • se furono riconosciuti giuridicamente, da chi e quando."

Tutte le società dovranno quindi, dotarsi di uno specifico statuto, in base alle loro caratteristiche e scopi; inoltre, "Le Società che entro il più breve termine di tempo non risponderanno a queste esigenze saranno sciolte e liquidate regolarmente." Si conclude con la promessa di una futura convocazione a Torino dei presidenti "per intenderci a voce sulle attività da svolgere nell'interesse delle Società, dei soci, dei Dirigenti".

16 settembre 1927: "La Federazione ha urgente necessità di porre in completo funzionamento il suo Ufficio Statistico e desidera assolutamente pubblicare opuscoli e diagrammi con i dati complessivi di tutto il movimento mutualistico e cooperativo durante tutta la sua vita dal 1700 al 1927. Invitiamo quindi le società tutte a rispondere sollecitamente riempiendo i prospetti che qui uniamo e ritornarli ai nostri uffici di Torino via Cesare Battisti 11 bis fornendoci tutte le maggiori, possibili e precise informazioni sulle Società dalla fondazione ad oggi. Chi non sapesse rilevare i dati dai libri e dai documenti sociali è invitato a comunicarcelo, e sarà nostra cura inviare un nostro incaricato sul posto. A nessuno sfuggirà l'importanza di questi rilievi che devono documentare al mondo l'importanza della Cooperazione e della Mutualità Piemontese."

25 ottobre 1927: si richiede alle società di partecipare alla manifestazione per ricordare la marcia su Roma, che si svolgerà il 30 ottobre in ogni capoluogo di provincia; a tal fine, si invitano i responsabili delle varie associazioni a presentare un preciso ruolino di marcia e a trovarsi puntualmente nel luogo convenuto e "al seguito delle loro vecchie bandiere devono sfilare tutti senza diserzione alcuna", per poi proseguire al comando dell'ispettore cav. Marino Casaro. "Le società devono rispondere tutte all'appello, non possono essere ammesse trasgressioni. Presso le Sedi Sociali devono essere osservate le disposizioni festive e deve sventolare una bandiera tricolore. Sono vietate tutte le manifestazioni, assemblee e riunioni varie indette in precedenza per il 30 ottobre. I fascisti devono indossare la camicia nera e partecipare nel maggior numero possibile al seguito delle bandiere sociali". Si precisa, inoltre, che "Sono dispensate dalla partecipazione le SOCIETA' FEMMINILI. Nessuna donna deve essere inquadrata nei ranghi".

10 novembre 1927: lettera di sollecito per il pagamento della quota annua di adesione all'Ente Nazionale della Cooperazione; sul retro, a penna, lettera datata 3 dicembre 1927 e timbrata, in cui si dice che si inviano le 90 lire richieste.

2 dicembre 1927: raccomandazione di pagare gli operai con assegni bancari (della Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione, la Banca che "lo Stato ha appositamente creata nell'interesse delle Cooperative e delle classi lavoratrici", nella quale è d'obbligo per le cooperative e per le società depositare il denaro), perché questa iniziativa è ritenuta vantaggiosa per la Nazione, in quanto: "a) perché mira a ridurre la quantità di moneta in circolazione, contribuendo al successo della grande battaglia per la rivalutazione della lira ingaggiata dal Governo Nazionale soprattutto nell'interesse delle classi lavoratrici; b) è di vantaggio per gli operai i quali, pur conservando completa disponibilità del proprio denaro, non avranno i rischi della custodia e guadagneranno l'interesse che le banche loro corrisponderanno; c) è di vantaggio alle nostre società tutte perché elimina la perdita di tempo ed i fastidi relativi alla preparazione delle buste paga". Si parla di condizioni di favore date dalla banca e si esortano le società ad adottare il metodo di pagamento con assegni perché è indice di progresso, nel quale le società devono dare il buon esempio.

Senza data, ma sicuramente di dicembre 1927: circolare contenente una serie di disposizioni:

  • le assemblee sociali non possono essere tenute "per nessun motivo, senza la autorizzazione precedente di questa Federazione la quale invierà un suo delegato".
  • "in applicazione alle disposizioni del R.D. 30 dicembre 1926 n°2288 che fissava all'Ente Nazionale della Cooperazione oltre alle funzioni sindacali, anche quelle di vigilanza e controllo sull'andamento delle Società Cooperative mutualistiche, questa Federazione in seguito alle precise disposizioni inviate dalla Sede Centrale, a cominciare dall'inizio delle nuove gestioni annuali, si riserva la facoltà di designare almeno un revisore o sindaco che rappresenterà questo Ente e dovrà essere accettato ed eletto dalle Assemblee Sociali." Inoltre, vengono disciplinati i sevizi erogati dai medici sociali: "Con recenti disposizioni i Sindacati dei Medici hanno disposto che vengano sospesi da parte dei Medici i servizi alle Società di M.S. e Cooperative. Questa Federazione vivamente preoccupata nell'interesse delle Società ha iniziato trattative con il Fiduciario Regionale Piemontese dei Sindacati fascisti dei Medici e quindi invitiamo le Società tutte a non rinnovare nessun contratto dei medici poiché esso non avrebbe valore. Questa Federazione si riserva di fare un contratto unico del Sindacato medici e darne a suo tempo comunicazione alle Società. L'accordo tenderà a disciplinare questo servizio ed a dare alle Società ed ai soci i massimi benefici. Nell'interesse generale quindi nessuna Società, sia piccola o grande, deve e può trattare singolarmente poiché tutte devono attendere le nostre disposizioni." Si dichiara, inoltre che, portato a termine il primo lavoro di inquadramento, la Federazione si occuperà di organizzare i vari consorzi di categoria e ricorda che sono già stati creati:
  1. il Consorzio Regionale Piemontese Fascista della Cooperazione di Consumo, con lo scopo di gestire gli spacci alimentari ed agricoli delle cooperative e delle società operaie; il consorzio potrà anche vendere generi medicinali e potrà gestire "casse di deposito a risparmio che funzioneranno come agenzie della Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione e che quindi pure avvantaggiando i risparmiatori non farà correre loro l'alea di alcun rischio essendo essa una Banca di Stato paragonabile solo alle Casse Postali di Risparmio";
  2. il Consorzio Regionale Piemontese Fascista delle Cooperative di Costruzioni Edili ed affini "Il Littorio", che raggruppa le cooperative che si occupano di lavori edili;
  3. il Consorzio Regionale Piemontese Fascista dei Produttori di Ortaggi e Frutta, che raggruppa i produttori di frutta e verdura e ha lo scopo di aiutare le singole cooperative facilitando lo smercio dei prodotti e la loro esportazione all'estero con "marchi tipici";
  4. il Consorzio Fascista fra le Società di M. S. e le Cooperative della città di Torino, che provvederà "alla costituzione ed al funzionamento di attrezzati ambulatori di zona muniti di tutti i più moderni mezzi di cura".

7 dicembre 1927: preso atto che la SAOMS di Monleale non ha mai stipulato un'assicurazione contro gli incendi, viene invitata a provvedere quanto prima a inviare una comunicazione con l'ammontare del patrimonio sociale, al fine di poter stilare un preventivo per l'assicurazione, che certamente, si dice, non è stata ancora stipulata "per sola dimenticanza, per quanto imperdonabile".

Senza data: l'Ente Nazionale della Cooperazione ha creato, all'interno della Mutua Assicurazione Enti Cooperativi Italiani, vari tipi di assicurazioni per coprire tutti i rischi (incendio, furto, responsabilità civile, infortuni individuali e cumulativi, vita, grandine, rischi industriali…) e ha indetto una gara fra le società che procureranno il maggior numero di assicurati fra i loro soci. Si invitano, quindi, le società a fare propaganda in merito. La quota di adesione massima da pagare, commisurata a età e condizioni dello stipulante, non supererà le 12 lire annue. Inoltre "nessuna assicurazione deve essere rinnovata con aziende capitalistiche = Tutte le assicurazioni devono essere fatte solo da noi."